Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 28 giugno 2017

La teoria Gender e il caso di Brian Reimer



L'Onu venne creata appositamente dopo la  Seconda guerra mondiale per gettare le basi di una governance mondiale e, con il passare del tempo ,i suoi organismi internazionali finiranno per sostituire i singoli ministeri degli stati-nazione.Questo processo di trasformazione iniziato nel dopoguerra e attualmente in atto viene accompagnato dalla recente rivoluzione socio-culturale mirata a decostruire gli stereotipi di genere considerati come naturali.La cosidetta teoria gender  è nata all'interno dei circoli culturali dell'elite che la sostengono e poi è stata introdotta dalle istituzioni nelle scuole  con il pretesto  di difendere i diritti degli omosessuali (nella maggior parte dei casi il paesi dove sono già ampiamente riconosciuti),mentre in realtà li estremizza fino a sostenere che in natura non esiste alcuna sessualità biologica predefinita.Il vero motivo per cui i tecnocrati stanno propagandando questa teoria attraverso i media e istituzioni è quello di fare confusione dell'ordine naturale,disintegrare la società tradizionale dal suo interno e preparare l'uomo ad una ideologia che avrà effetti irreversibili sulla civiltà umana.
L'esistenza della propaganda a favore della teoria gender ,tuttavia,viene negata con forza dalle istituzioni,poiché tutti gli esperimenti volti a dimostrarne il fondamento si sono rivelati un tragico fallimento.Un esempio? Quello di Brian Reimet (Winnipeg, 22 agosto 1965- Ottawa ,5 maggio 2004),nato maschio e poi educato dagli psicologi a riconoscersi con un'identità femminile.Reimer fu sessualmente rassegnato  al sesso femminile con il nome di Brenda poco dopo la nascita a causa della perdita del pene avvenuta accidentalmente durante un'errata operazione di circoncisione.Lo psicologo John Money  (1921-2006),un convinto sostenitore della teoria gender (basata sull'idea che l'identità di una persona non si fonda sui dati biologici della nascita ,ma sugli influssi culturali dell'ambiente in cui cresce),seguì clinicamente il suo caso  fin dall'inizio e fece tutto il possibile per convincere Reimer ad accettare se stesso con un'identità femminile.Money era un medico molto apprezzato dai circoli mondialisti e per questo motivo era ospite fisso dei grandi media ,dove divulgava argomenti a favore del "matrimonio aperto" del sesso fluido  (senza un'identità sessuale definita) e della sperimentazione di ogni tipo di desiderio sessuale,ivi compresa la "pioggia dorata" (urinarsi addosso durante il Rapporto).
Per dimostrare la sua teoria ,Money sottopose Brian Reimer a ogni tipo di terapia psicologico-chirurgico-ormonale possibile e poi pubblicò un libro in cui dichiarò che la sua trasformazione in "Brenda" era stata un grande successo.In seguito ,però,il sessuologo Milton Diamond scoprì che Reimer non si era mai completamente identificato con una donna e che dall'età di 15 anni aveva iniziato a farsi chiamare David per tornare a vivere come un uomo.Reiner stesso volle rendere di dominio pubblico la sua tragica esperienza personale,per evitare che fosse fatto ad altri ciò che i medici e gli psicologi della teoria gender avevano fatto a lui.Reimer finì tragicamente la sua esistenza suicidandosi nel 2004 per la disperazione.

martedì 27 giugno 2017

Il bambino di Monza è morto per colpa di un altro ragazzino appena vaccinato



Certo che questo è un paese davvero fenomenale ,in particolare la stampa.La settimana scorsa è morto a Monza un bambino leucemico colpito da morbillo.Di analisi a 360 gradi manco per sogno, è tutta colpa dei genitori che non lo hanno vaccinato.Però, da buoni schiavi delle multinazionali, i giornalai non prendono minimamente in considerazione l'ipotesi che la colpa sia di un altro bambino appena vaccinato ,leggete:

Da una fonte autorevole di Washington:

I medici e i funzionari della sanità pubblica sono a conoscenza che gli individui vaccinati di recente possono diffondere la malattia e che il contatto con le persone immunodepresse può essere molto pericoloso. A tal proposito, la Guida per i pazienti dell’ospedale Johns Hopkins in caso di immunodepressione raccomanda di “evitare il contatto con i bambini che sono stati vaccinati di recente”  e di “chiedere agli amici e ai parenti che sono malati o che sono stati vaccinati da poco con un vaccino a virus vivi (come la varicella , il morbillo, la rosolia , l’influenza intranasale , la poliomielite e il vaiolo ) di non fargli visita[1].

Una dichiarazione sul sito web dell’ospedale di St. Jude mette in guardia i genitori di bambini sottoposti a terapia oncologica affinché non permettano di far visita ai loro figli alle persone che hanno ricevuto il vaccino orale per la polio o quello per il vaiolo nelle ultime quattro settimane, il vaccino antinfluenzale nasale nell’ultima settimana , o con eruzioni cutanee a seguito del vaccino contro la varicella o MMR ( morbillo , parotite , rosolia )[2]

“La sanità pubblica incolpa i bambini non vaccinati per l’epidemia di morbillo di Disneyland, ma la malattia potrebbe altrettanto facilmente esser stata provocata dal contatto con un individuo vaccinato di  recente”, dice Sally Fallon Morell, presidente della Fondazione Western A. Price. [..]“Le prove indicano che individui vaccinati di recente dovrebbero esser messi in quarantena al fine di proteggere la popolazione

lunedì 26 giugno 2017

Matteo Salvini sa cos'è il CETA?




Nessun giornale e tv parlano del CETA.Ci sarà l'invasione di prodotti tossici che i ceti medio-bassi acquisteranno perchè costeranno poco.
Da notare che solo il Movimento 5 Stelle farà una manifestazione di protesta mentre Matteo Salvini non sa nemmeno cos'è.

“Domani, nel silenzio quasi totale dei grandi mezzi di comunicazione, il Senato voterà il disegno di legge che dà via libera al Ceta, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea. E non c’è nessun parlamentare che faccia sentire forte la sua voce contro quello che è un vero e proprio regalo alle multinazionali e ai contraffattori dei nostri prodotti”.
È quanto dichiara il leader del Fronte Nazionale, Adriano Tilgher, che aggiunge: “A cosa serve non far entrare in Canada i prodotti alimentari tarocchi, se poi nei nostri Paesi potranno arrivare dal Canada imitazioni di tutti i tipi, come il Carmigiano invece del Parmigiano o il Porconzola invece del Gorgonzola? I discount saranno pieni di queste schifezze, che finiranno sulle tavole di chi ha meno possibilità economiche.
Non solo: l’accordo da’ alle multinazionali la possibilità di ricorrere ad uno speciale giudizio privato, se i Paesi dell’Unione approveranno leggi che, in qualche modo, vadano contro quanto previsto dal Ceta e, dunque, danneggino le loro imitazioni o i loro prodotti in generale.
È un vero e proprio scandalo, che da una parte dà più potere alle multinazionali rispetto agli stati nazionali, ormai non più sovrani, dall’altra mette sul mercato, a basso costo, prodotti senza controllo di qualsiasi genere che possono danneggiare notevolmente salute ed ambiente. Un Parlamento serio dovrebbe dire un no forte e chiaro. Ma, ovviamente, questo non avverrà “.
Il CETA contro il Made in Italy
Tutto rimandato, almeno per ora. Il voto sul Ceta slitta a martedì 27: in quella data il provvedimento tornerà in Commissione Affari Esteri del Senato, dove i sostenitori del trattato puntano a far approvare il disegno di legge di ratifica (ddl 2849) così da passare subito all’esame dell’aula.
Perché tanta fretta di approvare il Ceta?
Secondo la campagna Stop Ttip Italia, «la decisione coincide con la volontà del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che partirà nel weekend per un viaggio “coast to coast” in Canada dove rimarrà fino al 1 luglio. Per l’occasione vuole portare il Ceta in dono al premier Justin Trudeau, con l’approvazione di almeno una delle camere».
Peccato che questo presunto “garbo istituzionale” delle forze politiche vada a scapito di un confronto serio e articolato nel merito di un trattato che, se approvato, avrà conseguenze davvero rilevanti per l’agricoltura, l’ambiente, la salute e il lavoro dei cittadini europei.
Mentre l’Italia spinge l’acceleratore (ma mette la sordina al dibattito sui media), in altri Paesi crescono i dubbi. In Francia, la Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi su un ricorso che porta la firma di 106 parlamentari e solleva la questione della costituzionalità del Ceta. In Canada, l’assemblea legislativa del Quebec non si riunirà prima di settembre: ciò significa che l’approvazione definitiva del Ceta è comunque destinata a rimanere in standby nel prossimo futuro.

Cosa possiamo fare per fermarlo?
Lo scorso 16 giugno, la campagna Stop Ttip Italia ha indetto una mobilitazione permanente per bloccare il processo accelerato di ratifica del Ceta: ciascuno di noi può impegnare il proprio tempo per contattare i senatori italiani chiedendo loro di votare NO alla ratifica (ecco come si può fare).
Una campagna di pressione della società civile è indirizzata anche al presidente della Repubblica, che in forza del suo ruolo di garanzia può sollecitare il Senato a rinviare il voto.
Per martedì 22, in coincidenza con l’esame del Senato, è indetto a Roma un presidio contro il Ceta in piazza della Rotonda (davanti al Pantheon) a partire dalle ore 10.
Noi invitiamo chi può a partecipare, nel frattempo continuiamo a tenere alta l’attenzione sul tema. Per chi se lo fosse perso, ecco l’editoriale di Carlo Petrini che riepiloga le ragioni della contrarietà di Slow Food al mega-accordo commerciale, pubblicato ieri sulle colonne di La Repubblica.
Il Ceta contro il made in Italy
Oggi [giovedì 22 giugno, NdR] – a meno che non venga riprogrammata la discussione – il Senato dovrà pronunciarsi a proposito del Ceta, il trattato commerciale tra Europa e Canada che si propone l’abbattimento di tutti i dazi doganali e che finge di credere che basti dire che le regole sono uguali per tutti e improvvisamente tutti diventano uguali tra loro. Questo trattato rischia di danneggiare molto seriamente (e ulteriormente) tutta la nostra agricoltura eccellente, le piccole e medie aziende che lavorano con passione, competenza e tantissima pazienza per costruire la reputazione di quel Made in Italy che troviamo poi nei discorsi della politica e dell’economia.
Voglio quindi provare a raccontare ai Senatori che si troveranno oggi a dover dire sì o no, come mai tante associazioni del mondo dell’agricoltura, del consumo, del lavoro e dell’ambiente si sono schierate contro questo trattato. Proverò a enunciare le più importanti:
1) Le imprese agricole canadesi non sono tenute a rispettare la stessa quantità e qualità di regoleche devono osservare quelle europee, e italiane nello specifico. Avere meno regole significa poter ignorare più pericoli, avere meno cautele, e dunque avere costi di produzione più bassi (anche se poi il costo per la collettività si potrebbe rivelare ben più alto). Se quei prodotti arrivano sui nostri mercati senza nemmeno l’imposizione di un dazio, come potranno, i nostri agricoltori, competere?
2) Le imprese agricole nordamericane, e canadesi nello specifico, hanno dimensioni, e dunque metodologie, che alle nostre latitudini sono rarissime. I parcheggi delle macchine agricole di quelle aziende superano, di solito, la dimensione media dell’estensione di un’azienda europea. Anche questo ovviamente significa – lasciando da parte la qualità anche ambientale di quell’agricoltura – avere costi di produzione incomparabilmente più bassi quelli europei.
3) L’agricoltura canadese consente l’utilizzo di circa 100 agenti chimici che in Europa sono vietati. Ad oggi il nostro sistema di etichettatura non consente di sapere quale tipo di scelte agronomiche stanno dietro un prodotto in vendita nei negozi. Che fine farà il diritto del consumatore a sapere con precisione cosa sta mangiando? Dovrà diventare un esperto di normative produttive a livello internazionale? Già oggi parte del glifosato che troviamo nel piatto arriva dalle procedure di essiccazione del grano canadese che le nostre industrie acquistano per fare uno dei prodotti di maggiore rappresentatività nazionale, la pasta. Produttori di qualità e consumatori attenti si dedicano alle filiere 100% italiane. Vogliamo infittire la giungla delle preoccupazioni che una famiglia italiana deve avere quando va a fare la spesa?
4) Su 291 denominazioni di origine italiane, solo 41 verranno riconosciute dal Ceta. E le proporzioni delle indicazioni geografiche europee accettate sul totale sono simili. Questo a casa mia non si chiama rispetto, non si chiama parità. Servirà solo a far circolare in Italia prodotti canadesi con nomi simili alle nostre indicazioni geografiche, e a impedire che le medesime arrivino in Canada con il prestigio che si sono costruite.
5) Se ti devi confrontare “alla pari” con un prodotto che costa (alla produzione) molto meno del tuo,cercherai di ridurre i tuoi costi. Risparmierai su tutto il risparmiabile, ma alla fine ti troverai costretto a risparmiare sui diritti: di chi lavora per te, di chi acquista i tuoi prodotti, di un ambiente già sufficientemente vessato. L’Italia sta facendo scelte importanti sul fronte della lotta al lavoro nero, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici: questo trattato vanificherebbe tanti di quegli sforzi.
Carlo Petrini
Fonte: Slowfood


domenica 25 giugno 2017

La finanza internazionale sta distruggendo il settore immobiliare

La finanza internazionale ci condiziona: «Colpa sua la distruzione dell'immobiliare e delle banche locali»



“La distruzione del settore immobiliare, con la sottrazione di 2.000 miliardi di valore a carico praticamente di tutti gli italiani, ha un nome preciso: quello della finanza internazionale e del pensiero unico che uniforma i giornali cartacei. La libertà è solo online”. Ha detto così Corrado Sforza Fogliani, nel corso della presentazione ieri pomeriggio nella sede della Confedilizia locale in piazzetta della Prefettura, del suo pamphlet pubblicato in allegato a il Giornale di Milano. In dialogo con il giornalista de "IlPiacenza.it" Renato Passerini, la presentazione ha richiamato nella sede della Confedilizia un folto stuolo di persone che hanno affollato, oltre alla sala riunioni, anche i corridoi della sede. “Hanno voluto distruggere l’immobiliare – ha detto Sforza Fogliani – perché la finanza internazionale si era accorta che gli italiani investivano in questo settore. Distruggendolo la loro idea è che gli italiani investiranno nei titoli finanziari, al livello al quale sono i mercati controllati dalle banche d’affari, che ora si contendono il mercato italiano”. A questo proposito il Presidente di Assopopolari ha detto: “le banche d’affari hanno in mente di ridurre il mercato del credito ad un oligopolio di poche grosse banche, non sottoposte ad alcuna concorrenza. Le banche di territorio sono quelle, invece, che non sono addomesticabili e gli fanno concorrenza perché è nel loro stesso interesse aiutare l’economia reale del loro territorio, crescono o crollano assieme a questo. Le grosse banche, invece, fanno credito (per questo oggi il sud non ne ha) dove più guadagnano e nei mercati locali che, privi di banche locali, sono caratterizzati da alti tassi per la remunerazione degli affidamenti bancari”.
Al termine della serata il Presidente Sforza Fogliani ha risposto alle numerose domande del pubblico, che hanno spaziato su diversi temi riguardanti il settore immobiliare, il settore bancario e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini.

da www.ilpiacenza.it 

venerdì 23 giugno 2017

Quello che Maurizio Blondet non pubblica sul suo blog...



INon credo a nessuna religione, nonostante da ragazzino, come tutti i miei coetanei, ci abbiano  provato.Sono tutte false, incitano all'odio anche se qualcuno pensa che solo quella islamica sia  cattiva.E' solo un modo di intontire la gente e chi abbocca mi fa una gran pena.
Mi piacerebbe che ogni tanto Maurizio Blondet pubblicasse notizie come quella sotto, sul suo interessante blog.

da www.ansa.it

Il primate della chiesa d'Inghilterra, Justin Welby, ha ammesso che sono stati insabbiati gli abusi sessuali su bambini e ragazzi commessi in passato da un vescovo. La rivelazione 'shock' dell'arcivescovo di Canterbury arriva con la pubblicazione di 'Abuse of Faith', un rapporto indipendente sul caso di Peter Ball, ex vescovo di Lewes condannato a 32 mesi carcere nel 2015 per aver compiuto una serie di molestie.

giovedì 22 giugno 2017

Roberto Motta spiega come ha vinto contro Beppe Grillo




Solo in un paese ridicolo, senza orgoglio, autolesionista e schiavo, può esistere il M5S...

In relazione all'espulsione contestata nel giudizio pendente e sospesa con provvedimento cautelare del Tribunale di Roma,ma è seguita la riammissione temporanea ,ti comunico la riammissione in via definitiva al Movimento 5 stelle".Firmato Beppe Grillo.Roberto Motta ,il capo degli espulsi romani M5S,uno dei militanti dotato di studi alle  spalle (laureato in statistica con Giorgio Troi,nel giro degli allievi di Federico Caffè),ha guidato i ricorsi vinti contro la Casaleggio dai grillini cacciati a Roma e Napoli.Ha appena ricevuto questa mail dall'azienda,per la prima volta Grillo deve arretrare da un'espulsione,pena guai giudiziari piu seri.Ma Motta non ha intenzione di deporre l'ascia."La lotta continua",dice.

ROBERTO MOTTA:

"Ci sono altri giudizi pendenti,illegittimità del regolamento e della seconda associazione,costituita da Grillo e dal nipote,lite temeraria,e altro.Il suo fallimento va molto  oltre le cose che sono emerse.Comincia dal decalogo che firmò con lo staff.Lei ha accettato di fare tutto quello che le viene detto.A partire dalle nomine.Non può decidere niente.Pensi solo a due degli ultimi casi:Raggi nomina Fabio Serini,che era il curatore giudiziale all'Amps,l'azienda di rifiuti di Livorno,cioè un controllore del M5S ,come commissario straordinario all'IPA ,Istituto di previdenza dei dirigenti capitolini:cioè un controllato.Luca Lanzalone ,consulente Aamps sempre a Livorno,diventa presidente di Acea.Siamo dentro totali conflitti d'interessi ,interessi nei  cda,un disastro,completamente contrario ai principi del Movimento"

"La Raggi,scoperta la sua pratica da Previti ,o le nomine legate al giro Panzironi,s'è rifugiata ripescando le terze file del Pd a Roma.Altra cosa contraria alle regole M5S per molto meno,come la povera Cecilia Petrasi ,che era stata assistente ,precaria,di Claudio Scajola"'

"Ai contenuti hanno preferito imporre minigonne ,slogan banali e incoerenti rispetto ai principi condivisi dalla base.Alle critiche rispondono  con permaloso livore mirato a colpire esclusivamente la persona.Nel M5S un capogruppo che ha un diploma turistico alberghiero,Paolo Ferrara ,attacca Cristina Grancio,un architetto ,che critica con cognizione di causa le scelte di Raggi sullo stadio".

Da La Stampa del  22 giugno 2017-Jacopo Iacoboni

mercoledì 21 giugno 2017

JACQUES ATTALI:"A Francia e Ue serviva uno come Macron"



"Con il voto di domenica scorsa i francesi hanno dato una chance a Emmanuel Macron,spetta a lui non sprecare questa opportunità.Quando era ancora banchiere da Rothschild fui io che lo presenta a Hollande per farlo entrare all'Eliseo".

"Credo che con lui la Francia potrà ridiventare un attore importante nel contesto europeo.Ma per capire quale sarà il progetto futuro per l'Ue sarà necessario aspettare prima le elezioni tedesche,e poi quelle italiane".

"Non credo che in Francia è giunta l'epoca della transizione ,credo piuttosto che siamo in un momento storico in.cui è necessario fare tutto quello che la sinistra non è riuscita a fare e tutto quello che neanche la destra è riuscita a fare".

Da La Repubblica del 20 giugno 2017-Pietro Del Re

martedì 20 giugno 2017

GLI ULTRA' DEI VACCINI.Alberto Mantovani




CHI E' ALBERTO MANTOVANI?

Medico milanese ,professore  di Patologia Generale presso Humanitas University ,ateneo dedicato alla medicina e alle scienze della vita, e direttore scientifico dell'Irccs Istituto Clinico Humanitas.In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ,ed è stato capo del Dipartimento di  immunologia dell'istituto Marino Negri di Milano.Ha contribuito al progresso delle conoscenze nel settore immunotologico sia formulando nuovi paradigmi sia identificando nuove molecole e funzioni.E' il ricercatore italiano piu citato dalla letteratura scientifica internazionale.Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU FREQUENTI.

PERCHE' E' NECESSARIO VACCINARSI?

I vaccini sono lo strumento  di prevenzione piu efficace nei confronti di malattie gravi e a volte mortali.Sono un strumento utile solo per il singolo (immunità del singolo),ma per tutta la comunità (immunità di gregge):se per un lungo arco di tempo,infatti, un alto numero di persone è vaccinato conto una determinata  malattia,questo impedisce al virus di trasmettersi,fino alla sua scomparsa definitiva: è il caso del vaiolo,ormai eliminato in tutto il mondo,così che la vaccinazione non è piu necessaria.Grazie alla vaccinazione,malattie come poliomielite e difterite sono diventare rare nel nostro Paese,ma è comunque importante continuare a vaccinarsi contro di essere  per evitare che si ripresentino ,perchè non sono ancora state eradicate a livello mondiale.
Altre malattie come morbillo,parotite, pertosse,rosolia e meningite da Hemophilus influnzal di tipo b (Hib) in Italia sono diminuite notevolmente,ma sono comunque presenti e possono comportare gravi complicazioni:è il caso del morbillo,virus altamente contagioso che può causare polmonite ed encefalite.Diverso,invece,il caso della rosolia che, pur avendo un percorso solitamente lieve,se contratta durante la gravidanza può causare morte del feto,aborto, malformazioni gravi e perfino il decesso del neonato (sindrome della rosolia congenitas).Indispensabile ,dunque,continuare a vaccinarsi contro queste malattie.

PERCHE' VACCINARSI CONTRO MALATTIE CHE IN ITALIA SONO RARE O ADDIRITTURA SCOMPARSE?

La maggior parte dei virus e dei batteri che causano queste malattie esistono ancora,e rimangono quindi una minaccia per le persone non vaccinate.Se la maggioranza della popolazione non è immune,sopratutto in un'epoca sempre piu globale come quella in cui viviamo,la presenza anche solo di pochi cosi può scatenare un'epidemia.Mantenere coperture vaccinali elevate riduce drasticamente le probabilità di trasmissione e contagio in questo modo,vengono protetti sia quelle persone, una minima percentuale che, pur vaccinate,non hanno risposto adeguatamente all'immunizzazione,sia coloro che non possono essere vaccinati per ragionimediche (perchè affetti da tumore,immunodeficienze,malattie croniche,reazioni allergiche,patologie che rendono la vaccinazione troppo rischiosa,donne in gravidanza).

I VACCINI SONO CONTRARI ALLA NATURA?

No, perchè agiscono utilizzando i meccanismi di difesa naturali.La vaccinazione ,infatti, simula il primo contatto con un agente infettivo (virus o batterio) stimolando le cellule del sistema immunitario e la produzione di anticorpi  ad attivarsi contro di esso e a ricordarlo:in questo modo,in caso di un nuovo contratto con il microbo,le nostre difese naturali lo neutralizzano immediatamente,senza che si determino i sintomi della malattia infettiva e le sue possibili conseguenze.La vaccinazione ,quindi, sfrutta la memoria immunologica,a volte, tuttavia, questo ha bisogno di un aiuto per non dimenticare:così,oltre alla prima vaccinazione,in alcuni casi  (per esempio contro il tetano) può essere necessario fare anche dei richiami,ossia somministrazioni di vaccino ripetute piu volte a distanza di tempo.



I VACCINI POSSONO INDEBOLIRE IL SISTEMA IMMUNITARIO?

Al contrario, lo rafforzano.Un'infezione naturale può indebolire il sistema immunitario,rendendo piu difficile la lotta contro un'eventuale infezione concomitante (per esempio,polmonite o infezioni dell'orecchio nel caso del morbillo).


PERCHE' LA MAGGIOR PARTE DELLE VACCINAZIONI VIENE EFFETTUATA NEI PRIMI MESI DI VITA?

Per proteggere,il prima possibile, i bambini dalle malattie prevedibili con i vaccini,che si manifestano piu spesso e in forma piu grave proprio nei piu piccoli.
Alla nascita ,un bambino è protetto dagli anticorpi di origine materna, inclusi quelli che riceve attraverso il latte materno.I livelli di anticorpi della mamma, vaccinata per esempio contro la pertosse,che costituisce una grave minaccia per il neonato ,sono dunque importantissimi.questa protezione dura tuttavia solo per un breve periodo,al termine del  quale il sistema immunitario del piccolo viene continuamente esposto a numerosi agenti infettivi.La vaccinazione,attraverso una stimolazione mirata del sistema immunitario,gli consente di rispondere in maniera adeguata alle aggressioni di virus e batteri contro i quali  è stato vaccinato ,evitando la malattia e le sue possibili conseguenze.


QUALI SONO I VACCINI DISPONIBILI IN ITALIA?

Il nostro paese ha una grande tradizione nel campo della salute pubblica e dei vaccini.Il calendario di vaccinazione è consultabile sul sito del ministero della salute.In Italia sono disponibili vaccini per la prevenzione di numerose malattie infettive,ricordiamo le principali:poliomielite,differite,tetano ed epatite B (vaccini obbligatori); morbillo,rosolia, parotite,pertosse,hemophilus influemzale,meningococco C,pneumococco,influenza e Papilloma virus ;meningite ,varicella.Sono disponibili,inoltre,vaccini per malattie diffuse solo in alcune parti del mondo,da effettuarsi generalmente solo in caso di viaggi in quelle zone o di contatti con persone a rischio: febbre gialla,tifo, epatite A.


PERCHE' ALCUNI GENITORI SONO RESTII A FAR VACCINARE I PROPRI BAMBINI?

 E' la ridotta percezione del rischio il motivo principale per cui alcuni genitori sono restìì a fare vaccinare i figli.In un certo senso,i vaccini sono vittime del proprio successo:grazie a loro, malattie che in passato hanno causato milioni di morti e di gravi disabilità sono diventate rare o sono state eliminate.Si è così dimenticato quanto siano pericolose alcune di queste,come la difterite e la poliomielite.In altri casi,invece,la causa della scarsa propensione alla vaccinazione e la poca consapevolezza della potenziale gravità di alcune malattie infettive e delle loro invalidanti complicanze:è il caso ,per esempio,del morbillo.


E' MEGLIO CONTRARRE LA MALATTIA O ESSERE VACCINATI?

E' meglio essere vaccinati,perchè le malattie possono causare complicanze gravi (danni anche permanenti e,nei casi estremi,la morte),da cui invece i vaccini ci proteggono.Fra le complicazioni piu diffuse: i danni cerebrali dovuti a morbillo,pertosse,meningite da Hib,i gravi difetti congeniti al nascituro legati alla rosolia contratta in gravidanza,le paralisi da poliemielite, i danni epatici o il cancro del fegato indotti dal virus dell'epatite B, i ritardi mentali causate dalla meningite batterica (Hib,pneumococco e meningococco).


QUANTO TEMPO E' NECESSARIO PRIMA CHE UNA VACCINAZIONE SIA EFFICACE?

In generale,occorrono alcune settimane.Fanno eccezione  i vaccini contro morbillo e varicella:la loro protezione si attiva molto rapidamente e consente di evitare la malattia anche a contagio avvenuto, purchè il vaccino venga effettuato entro le prime 72 ore.



SI PUO' CONTRARRE LA MALATTIA ANCHE SE SI E' VACCINATI?

L'efficacia della vaccinazione non è mai pari al 100%:si calcola che i vaccini contro il morbillo,poliomielite,rosolia, epatite b proteggano piu del 95% delle persone.Tuttavia,se l'intera popolazione viene vaccinata ,anche le persone che non rispondono efficacemente sono tutelate, perchè la circolazione dell'agente infettivo viene limitata (immunità di gregge)


I VACCINI SONO SICURI?

I vaccini sono entremamente sicuri.La loro sicurezza è documentata da milioni di dosi somministrate,dalla costante attività di sorveglianza sui possibili eventi avversi e dagli studi effettuati sia prima dell'autorizzazione sia dopo l'entrata in commercio a ciascun vaccino.Tuttavia,come qualsiasi altro intervento medico, comportano dei rischi e dei benefici che vanno attentamente valutati e bilanciati.E' fondamentale tenere conto del fatto che gravi eventi avversi in seguito a una vaccinazione sono estremamente rari, mentre la probabilità di complicazioni serie (fino alla morte) legate a malattie prevenibili con i vaccini sono, in alcuni casi,molto alte.In situazioni particolari,come nel caso dei bambini affetti da un tumore o da gravi immunodeficienze congenite, non vengono somministrati vaccini con germi vivi.

I VACCINI POSSONO CAUSARE EFFETTI COLLATERALI?

I vaccini,come tutti i farmaci,possono avere effetti collaterali,perlopiù lievi e di breve durata: febbre, malessere generale,arrossamento e dolore nel punto di iniezione,solo in rarissimi casi questi effetti possono essere gravi e rappresentare un pericolo per la vita  (convulsioni febbrili,shock anafilattico).


I VACCINI POSSONO CAUSARE AUTISMO?

No.L'autismo è un disordine comportamentale cronico le cui cause sono ancora del tutto note:ha origine prime della nascita,anche se i suoi sintomi iniziano a comparire tra i 12 e i 18 messi di vita,ossia nello stesso periodo in cui viene somministrato il vaccino contro il morbillo,parotite e rosolia.Uno studio del 1998,ormai universalmente screditato,suggeriva potessero esserci dei legami tra il vaccino MPR e l'autismo.Numerosissimi studia,tuttavia,universalmente riconosciuti come scientificamente validi, hanno dimostrato che non ci sono evidenze di tale relazione.

IL NOSTRO PAESE SVILUPPA E PRODUCE VACCINI?

L'Italia ha una grande tradizione di ricerca,innovazione e produzione di vaccini.La città dove sono maggiormente concentrate la ricerca e la produzione in questo settore è Siena,sede di un'azienda storica del settore qui opera Rino Roppuoli,considerato il piu grande vaccinologo vivente.Il tessuto industriale italiano attivo in questo settore comprende anche piccole imprese proprio una di queste,per esempio,ha sviluppato uno dei vaccini contro Ebola.
La leadership del nostro Paese,nel settore,si esprime anche attraverso capacità di guidare grandi progetti di ricerca finanziati dall'Unione europea come Muvapred (15.250.000 euro) e Aditec (Advanced immunization technologies,30 milioni di euro).


DA:


lunedì 19 giugno 2017

In Ungheria i salari sono aumentati del 12,8%



Nell'Ungheria del nazista,xenofobo anti europeista Orban, i salari dei ceti medio-bassi crescono piu che nei paesi dove si crede nel " + Europa".
 L'autore dell'articolo ha cercato in tutti i modi di nascondere lo straordinario successo di Orban,ma non ci è riuscito.
Mi raccomando italiani continuate ad essere un popolo di zombi senza orgoglio.

Era da tanto che i salari non aumentavano cosi.Andras Vertes,direttore del piu autorevole istituto di ricerca economica dell' Ungheria,il Gki,ha in mano gli ultimi dati: a marzo gli ungheresi hanno guadagnato in media il 12,8%  in piu rispetto allo stesso periodo del 2016.Tenendo conto dell'inflazione, oggi pari al 2% ,nel giro di un anno il potere d'acquisto reale è cresciuto del 10%.È un dato  piu che confortante in un paese dell'Europa orientale dove il salario medio,circa mille euro al mese,è ancora piuttosto basso.
La crescita dei salari è stata maggiore in Ungheria che in paesi vicini come la Polonia ,la Repubblica Ceca e la Slovacchia ,dove comunque c'è stato  un aumento significativo.
Secondo Vertes gli aumenti vanno in parte ricondotti alla politica:"In vista delle elezioni del 2018,il governo di Viktor Orban sta cercando di guadagnare consensi".Per questo ha imposto alle parti sociali un drastico aumento del salario minimo.All'inizio del 2017 quello per il lavoro non qualificato è stato alzato del 15% ,mentre quello per i lavoratori qualificati è salito addirittura del 25%. Neanche i sindacati avevano mai chiesto tanto.Hanno beneficiato degli aumenti circa un milione di ungheresi,pari a un quarto dei lavoratori.
In parte il rialzo dei salari dipende dal mercato:in.Ungheria c'è carenza di manodopera.Di conseguenza  le aziende devono offrire paghe piu alte per attirare il personale."Il deficit di forza lavoro è reale ,lo dimostra anche il fatto che nel 2016,senza alcun intervento politico, i salari erano già cresciuti del 6% ,spiega Eva Palocs, dell'istituto di ricerca Kopint-Tarki.
In Ungheria è diminuita la disoccupazione,ma questo calo dipende solo in parte  dal fatto che le persone hanno trovato un lavoro.Certo,dall'entrata  in carica di Orban nel 2010 sono stati creati 200.000 nuovi posti a tempo indeterminato,ma secondo Vertes un dato piu significativo è che molti ungheresi sono emigrati in altri paesi dell'Unione europea o hanno trovato lavoro in un paese confinante e ora fanno i pendolari.Per il direttore del Giki gli ungheresi che lavorano all'estero potrebbero essere 500.000.
Il governo di Orban ha inserito circa 200.000 disoccupati nei programmi per il pubblico impiego ,ma non tutti hanno ottenuto davvero un posto di lavoro.La disoccupazione reale sarebbe quindi un po piu alta di quella ufficiale.

La crescita dei salari  non fa felici le aziende.La Vosz,la confindustria ungherese,ha criticato l'aumento del salario minimo ,perché eserciterebbe sulle piccole e medie imprese una pressione  che rischia di portare a licenziamenti,fallimenti o a un aumento del lavoro nero.Ci si chiede infatti come se la caveranno gli imprenditori con questa drastica impennata dei salari.Il governo ha varato delle misure per alleggerire le aziende,ma cui un taglio dei contributi del 7,5%.Ma gli sgravi fiscali concessi coprono solo un terzo dell'aumento dei salari.Cosi molte aziende devono inventare stratagemmi per far fronte a un costo del lavoro salito all'improvviso del 10%.

Matthias Benz (NEUE ZURCHER ZEITUNG)

domenica 18 giugno 2017

ENRICO LETTA A BOLOGNA.Con l'asse franco-tedesco ci sarà un rilancio dell'Unione europea



Lo si può tranquillamente definire un "Festival del Mondialismo"  piu che il Festival delle idee.Il  è "ORIENTARSI NEL DISORDINE DEL MONDO".In che modo? Semplice:piu Europa, meno sovranità e ceti medio-bassi costretti a vivere da precari e migranti.
Erano presenti tutti gli ultrà del neoliberismo, della svendita dei gioiellini di stato alla finanza internazionale.
L'argment del dibattito che ho assistito e ripreso era "IL DISEGNO DI UNA NUOVA EUROPA".
Guardate i video sotto e capirete come vogliono cambiare l'Europa ...

I MIEI VIDEO


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venerdì 16 giugno 2017

I fatturati dei colossi Apple e ExxonMobile



La Apple, economica prevalentemente virtuale, progetta,produce e vende una decina di piccoli trastulli meccanici accuratamente disegnati,separando il luogo in cui li vende dal luogo in cui li fattura.Riesce così ad accumulare un utile netto pari al 33%   del fatturato e ciò le consente,pure essendo produttrice di piccoli oggetti venduti in piccoli negozi,di essere la prima azienda del mondo per quanto riguarda la capitalizzazione finanziaria che,nel suo caso,si aggira intorno alla cifra iperbolica di 578.000 milioni di dollari.
Invece la ExxonMobil, economia prevalentemente reale, per estrarre,raffinare,trasportare e vendere petrolio,deve trivellare pozzi nei deserti, impiantare piattaforme negli oceani ,solcare i mari con le petroliere e percorrere le autostrade con le autocisterne.Ma,pur facendo un fatturato pari a tutto il Pil dell'Arabia Saudita,ha un utile netto che è solo il 9% di questo fatturato e si colloca soltanto al sesto posto nella graduatoria mondiale con una capitalizzazione finanziaria che è quasi la metà di quella della Apple.
In un documento del gennaio 2016,Technology at Work.The Future of Innovation and Employment ,due ricercatori,Carl B ,Frey e Michael A.Osborne,dell'Università di Oxford hanno mostrato che oggi le tre maggiori società della Silicon Valley capitalizzano in Borsa 1090 miliardi di dollari con 137.000 dipendenti,mentre venticinque anni fa le tre maggiori aziende manifatturiere americane capitalizzavano  in tutto 36 miliardi di dollari impiegando 1,2 milioni di lavoratori".

PILLOLE QUOTIDIANE D'NFORMAZIONE

giovedì 15 giugno 2017

FEDERICO RAMPINI:"In fatto di prepotenze,Putin è un vero campione"



A Mosca! A Mosca!
Ero un giovane iscritto al Partito comunista italiano,presi la tessera nel 1974 ,tre anni dopo cominciai a lavorare da precario nella stampa di partito.Enrico Berlinguer stava accelerando lo "scisma" dall'Unione Sovietica.Lo chiamavano "eurocomunismo".
Inefficiente e corrotta,l'Unione Sovietica non poteva fungere da "modello" esportabile.Al contrario erano i giovani russi,polacchi,tedeschi dell'Est a invidiare noi:i nostri jeans,il nostro rock,la nostra libertà di viaggiare.Ma tra i vecchi compagni il mito dell'Urss resisteva.A Mosca! A Mosca!
Sembra incredibile che il Partito repubblicano,o almeno una parte della destra americana ,dopo  avere idolatrato in Ronald Reagan il "vincitore della guerra fredda" (l'Urss),abbia ceduto alla tentazione filoputiniana.Eppure c'è una logica profonda.È la stessa ragione per cui tutte le destre europee simpatizzano per l'uomo forte di Mosca:da Marine Le Pen a Matteo Salvini,in Europa occidentale.Perfino nell'Europa dell'Est che fu dominata dall'impero sovietico,i dirigenti al potere in Ungheria e in Polonia riecheggiano temi cari a Putin ,anche se diffidano delle sue mine espansionist.
Un osservatore europeo,l'editorialista  Jochen Bittner  del giornale tedesco "Die Zeit",riassume in modo acuto il fascino di Putin in Occidente."La sua ideologia dell'Ordine parte dalla premessa che la liberaldemocrazia ha generato il caos.La religione secolare dell'Occidente è stata la globalizzazione.Le frontiere aperte hanno distrutto posti di lavoro e favorito le migrazioni di massa.Al tempo stesso sono cadute le frontiere mentali,le società liberali hanno messo in gioco tutti i valori tradizionali,nessuna istituzione sacra resiste.Dalla liberalizzazione della marijuana ai matrimoni gay,fino alla tolleranza del fondamentalismo islamico,tutto fa parte dello stesso lassismo ,permissivismo .È la debolezza morale che ha sempre preceduto la caduta degli imperi."
L'ideologia dell'Ordine di Putin offre le sue medicine: dal nazionalismo al militarismo ,dal maschilismo al patto con la Chiesa ortodossa piu conservatrice.Non tutti questi ingredienti sono altrettanto seducenti in Occidente.Ma ciascuno,da Trump a Orban,dal Fronte nazionale francese alla Lega Nord,sceglie a la carte ciò che gli piace di Putin.
Nel mio piccolo,sono assediato dai fan italiani di Putin.Ogni volta che dall'America  scrivo sui temi di politica estera,che si tratti dell'Ucraina o della Siria,il mio blog s'intasa di commenti durissimi.Mi si accusa di essere asservito all'America,alla sua propaganda,e quindi di ignorare le legittime e sacrosante pretese della Russia sulle zone limitrofe,ivi compresi quei paesi che avevano faticosamente recuperato la propria sovranità dopo il disfacimento dell'Urss,come appunto Ucraina e Crimea.
Ogni volta che in Italia tocco questi temi in un incontro col pubblico,per discutere i miei libri,qualcuno si alza a difendere Putin.A Mosca! A Mosca ! Intuisco che nella versione italiana confluiscono diversi fenomeni.C'è qualche residuo di veterostalinismo ,vecchi compagni mai rassegnati alla scomparsa del Pci (anche se mi duole che non  vedano in Putin una deriva di tutt'altro segno:fascista e zarista,nostalgica e bigotta nell'alleanza con la Chiesa).C'è un antiamericanismo di ogni colore,destra sinistra e centro,che in Italia ha radici profonde:allignava  nella cultura fascista,in quella cattolica,in quella comunista.Oggi l'antiamericanismo può resuscitare in nuove forme tra i leghisti o altri populismi ,avversi a ciò che l'America rappresenta come società aperta all'immigrazione.Ci sono,ovviamente,anche tutte le critiche legittime verso l'imperialismo americano,dalle origini  fino all'invasione dell'Iraq.Difficile però vedere un nesso tra l'orrore per gli abusi commessi dall'America e la simpatia nei confronti di Putin,che in fatto di prepotenze è un vero campione.

da IL TRADIMENTO-Federico Rampini (Mondadori)

mercoledì 14 giugno 2017

Il mercato si estenderà anche in settori come la polizia, la giustizia, gli affari esteri



BRUTTO ELEMENTO ATTALI,MA SE LO DICE C'E' DA CREDERCI
Emanuel Macron, le président,  ha un progetto:  uscire –  come aveva promesso – dallo ”stato  d’emergenza”  in vigore dalla strage terroristica di Charlie Hebdo, facendolo diventare lo stato normale  e permanente della Francia. Lo ha rivelato Le Monde, a proposito di un progetto di legge  riservato in formazione: “Si tratta di far entrare nella leggo ordinaria gli strumenti dello stato l’urgenza per lottare contro il terrorismo: domicilio coatto, perquisizioni diurne e notturne, chiusura dei luoghi di culto, zone di protezione e di sicurezza, misure faro che il ministro dell’Interno e i prefetti hanno potuto usare nei 19 mesi del regime d’eccezione instaurato dopo gli attentati del 2015, diverranno misure a disposizione   delle autorità amministrative in tempi normali”.
Si tratta in  sostanza delle misure emblematiche prese durante la guerra d’Algeria del 1955, stato d’eccezione vero. Ora, diventano diritto comune e permanente. Naturalmente, “contro il terrorismo”.
Da dove ha preso l’idea, Macron? Ma da Jacques Attali, suo padrino, mentore e creatore! Attali ebreo a tempo pieno,  il consigliere   intimo di tutti i presidenti  socialisti, l’economista mondialista, il futurologo  principe. Qui, in un video composto (IN FONDO AL POST)  di spezzoni di varie interviste del potentissimo suggeritore dei presidenti, si sente Attali dire al minuto 3:14, come un dato di fatto:
…Nessun governo oserà più oggi rinunciare allo stato d’eccezione. Non se ne uscirà mai più, perché ogni  governo che uscisse dallo stato d’emergenza darebbe un segnale di debolezza …Si creano involontariamente delle irreversibilità”.
Ma guardatelo tutto, il video.  Guardate la faccia con cui vi racconta il perché lo stato d’emergenza dovrà essere permanente; guardatelo mentre vi descrive l’orribile  futuro che ci stanno preparando.
Le prime frasi  sono di alcuni mesi prima dell’elezione presidenziale. Attali: “Emanuel è un mio grande amico, sono molto fiero di essere stato all’origine della sua carriera. E sono convinto che un giorno sarà  presidente della repubblica”.
Previsione perfettamente azzeccata. Altro spezzone. Attali:
“il punto è che il presidente della  repubblica non ha più potere, o molto  meno potere di quel che aveva prima,  mentre i francesi e lui stesso credono che abbia ancora lo stesso potere.
E  perché no?, gli chiede stupefatta la giornalista.
“Per mille ragioni,  e anzitutto :  non c’è più  la pena di morte e non c’è più l’Unione Sovietica; quindi le due dimensioni fondamentali della  taumaturgia, il diritto di vita e di morte, sono scomparse. L’euro: ecco un’altra buona ragione; fa sì che gran parte dell’economia politica è divenuta europea, per fortuna. La decentralizzazione: i grandi investimenti non sono più nello Stato, e  la politica delle grandi infrastrutture non gli  appartiene più. Le privatizzazioni: non c’è più politica industriale possibile.  La globalizzazione: il mercato ha ampiamente vinto.  Ci sono moltissime cose che si credevano alla portata dello Stato, e non lo sono più”.
(Voce fuori campo: Attali ricorda qui che il presidente non ha più potere  al di fuori di quello che gli viene lasciato dal mercato).
Un giornalista gli legge una frase che  lui ha scritto: “La più parte degli uomini politici si contentano di gestire alla bell’e meglio il giorno per giorno e di colmare qualche breccia”.
“Sì, appunto”, conferma il politologo: “ Non hanno potere reale. A  parte la grandezza d’essere eletti dal popolo, non hanno potere reale  sulla società.”
(Voce: Attali ci ricorda che il personale politico è impotente;  i politici sono ormai al servizio del mercato.  E’ il  mercato, dunque, che ha il potere. I suoi trattati diventano legge, che si impone sul diritto umano).
1.46:
Attali parla dell’Europa: “Tutti coloro, fra cui io,  che hanno avuto il privilegio  di tenere la penna per stilare  le prime versioni del trattato di Maastricht,  ci siamo impegnati a fare in modo che uscire  [dalla UE] non sia  possibile. Abbiamo avuto  cura di dimenticare di scrivere l’articolo che permetta  l’uscita”.
(Voce: Attali si dice onorato di aver impedito al popolo di auto-determinarsi. Solo il mercato  decide. Il suo obbiettivo è di ampliare il suo potere).
Ed ecco  il futuro già segnato delle ulteriori vittorie del Mercato.
2:11
Attali: “Il mercato si estenderà a settori dove  fino ad oggi non ha accesso: per esempio la sanità, l’istruzione, la polizia, la giustizia, gli affari esteri –  e contemporaneamente, nella misura in cui non ci sono regole di diritto, il mercato si estenderà a settori oggi considerati illegali, criminali:  come la prostituzione, il commercio degli organi, delle armi, il racket eccetera.  Quindi si avrà un mercato che dominerà  sempre più, determinando una concentrazione di ricchezze, una diseguaglianza crescente, una priorità data al breve termine e alla tirannia dell’istante e del denaro.  Fino, alla   fine, alla commercializzazione della cosa più importante: ossia la vita, la trasformazione dell’essere umano in una merce di scambio: lui stesso divenuto un clone e un robot di se stesso.”

(Voce: Il presidente, i ministri, sono le comparse incaricate di facilitare la presa di potere del mercato:  de-regolare, impoverire e svuotare i servizi pubblici, aprire tutti  i settori alla concorrenza, distruggere le protezioni dei salariati e dei cittadini. Si tratta di consegnare al mercato gli ultimi bastioni ancora tenuti dal popolo.     E  perché il popolo taccia…
3:14
Attali…”…Nessun governo oserà più oggi rinunciare allo stato d’eccezione. Non se ne uscirà mai più, perché ogni  governo che uscisse dallo stato d’emergenza darebbe un segnale di debolezza … E’ assurdo come lo è il principio di precauzione, che anch’esso è eccessivo ma da cui nessuno osa uscire. A volte si creano involontariamente delle  irreversibilità.
3:48
“Siamo attualmente in stato d’eccezione; per natura dobbiamo essere  in permanenza nello stato d’eccezione; e il fatto di iscriverlo nelle istituzioni non è altro che esprimere e riconoscere una realtà”.
(Voce:  Chi ha il potere? Il mercato è lo strumento che permette al capitale di accumularsi.  I detentori di capitali e i proprietari di proprietà lucrative sono quelli che hanno il potere  politico. Fanno e disfano i poteri politici senza che i  popoli intervengano).

“So chi è colei che succederà a Macron”

4:08
(Voce: Hanno già previsto la successione a Macron).
Attali, ghignando (4:11): “…e dirò anche di più, credo di conoscere colei che lo diventerà dopo di lui”
Dunque Attali – cedendo alla vanità, la sua debolezza,  – dice di conoscere il nome del presidente che succederà a Macron, la sua creatura. Uno sguardo nel futuro lontano. Se Macron completa il doppio mandato, se ne parla nel 2022.  E Attali  vuol far sapere che sarà una donna: “Colei che”. I poteri forti hanno già deciso anche questo.
 Qualcuno ha ricordato che nel suo libro Révolution, l’instant-book fatto uscire il novembre scorso a scopi elettorali, il giovane Macron si dichiarava  fieramente contrario al “prolungamento senza fine” dello stato d’eccezione, “che pone più problemi di quanti ne risolva  – Non possiamo vivere in permanenza in stato d’eccezione”. Il libro glielo hanno scritto altri. Il programma, Attali.
Lo stato d’eccezione  permanente  (che consente misure “attentatrici alle libertà sulla base di un semplice sospetto”, secondo il professore di diritto amministrativo Paul Cassia) diventa necessario perché il Mercato possa estendersi  a settori da cui oggi è escluso, e farne fonte di profitti privati. Non solo  “sanità e istruzione”, ma, secondo Attali anche “polizia, giustizia, affari esteri” dovranno essere privatizzati; il “commercio degli organi” sottratto al mondo criminale, quindi legalizzato. E “alla fine del percorso, la commercializzazione della cosa più importante, la vita umana..”.
E  il popolo francese, quello che fu rivoluzionario e comunardo per eccellenza, nonché “statalista”,  accetterà tutto questo. I sondaggi per le prossime elezioni parlamentari  assegnano a Macron una enorme, solidissima maggioranza: da  320 a 360 deputati (la maggioranza  è di 289),  a cui si aggiungerebbero quelli socialisti (30-44), sicuramente alleati al giovinotto.   Si pensi che il Front National di Marine Le  Pen è accreditato, al massimo, di 22 seggi.  Forse perché non esiste più un popolo francese?
Ma la “riforma  del lavoro” che a Macron i mercati  chiedono di  fare –   dare alle imprese il potere di negoziare direttamente coi loro dipendenti salari, orari e condizioni di lavoro, di fatto l’abolizione dei contratti nazionali collettivi – potrebbe svegliare un’opposizione per nulla parlamentare: la piazza “comunarda”, quella vera e violenta, una costante storica dl malcontento popolare. Ecco dunque lo stato d’eccezione reso permanente. Ed ecco l’utilità del “terrorismo islamico” che lo rende  così inevitabile, per la vostra sicurezza.
(Una conclusione personale sul terrorismo: un mio cugino è stato addetto del consolato americano a Genova, quando ancora Genova era sede consolare. Il console  un giorno buttò lì: “Le Brigate Rosse? Le controlliamo dalla nostra base di Lisbona”.  Da quegli anni, molto prima di me,  mio cugino è convinto – o meglio sa – che non esistono terroristi, atti terroristici, terrorismo alcuno che non sia  gestito e teleguidato da servizi. Senza  eccezione. Sono azioni che servono a imprimere nell’opinione pubblica spaventata reazioni, calcolate e previste al millimetro:  “Ormai è una scienza  esatta”).

Maurizio Blondet
www.maurizioblondet.it




martedì 13 giugno 2017

Usa,Ue e Giappone nel 1970 detenevano il 75% del Pil mondiale.Oggi il 52%





Il Pil mondiale del 1970 vedeva la triade Usa,Ue e Giappone detenere il 75% del Pil globale,mentre oggi è al 52% .Il limite immaginario del 50% pone questioni sull'esistenza di uno o piu modelli e su come,quali e quanto struttureranno la produzione della ricchezza planetaria.Gli Usa vanno incontro a questa fase con due problemi :la consistenza totale del modello e la propria specifica consistenza.Quella del modello è assai precaria.Se negli anni Settanta ,del 75% del Pil globale in mano al sistema occidental-giapponese gli Usa erano solo un terzo,del minore 52% odierno sono poco meno della metà.Ciò significa che praticamente tutta la contrazione del sistema occidentale è dovuta a problemi di performance nell'asse euro-giapponese.Il margine per il quale gli Usa possono aiutare l'Europa e il Giappone a mantenere la propria consistenza è sempre piu ridotto.

lunedì 12 giugno 2017

RON PAUL:"In Siria stiamo operando al di fuori del diritto internazionale”


Nel riferirsi alle recenti offensive della denominata coalizione anti Daesh, diretta dagli USA contro le truppe siriane, che hanno lasciato anche molte vittime fra la popolazione civile, Paul ha messo in evidenza che tali misure belligeranti da parte del paese nordamericano  stanno contraddicendo al loro principale obiettivo nella lotta contro il terrorismo.
Ribadendo che questi attacchi in realtà hanno aiutato il Daesh, il politico USA ha sottolineato che questa “pessima politica” di Washington non risulta fruttifera per la sitruazione in Siria.
Allo stesso modo, in altra parte delle sue dichiarazioni, il congressista ha sottolineato che, a differenza degli USA, che operano senza un permesso del Governo di Damasco in territorio della Siria, la Russia si basa sul diritto internazionale, visto che, ha argomentato, lavora con i governi della Siria, dell’Iran e della Turchia per creare zone ufficiali di esclusione.
“Stiamo operando al di fuori del diritto internazionale”, ha affermato Paul per poi segnalare che l’ONU non appoggia gli interventi unilaterali degli USA, fatto che, a suo avviso, non serve agli interessi della sicurezza nazionale degli USA.
Ron Paul ha sostenuto che occorre la necessità di una cooperazione tra Washinbgton e Mosca per risolvere la crisi in Siria, che da più di sei anni soffre di una ondata di attacchi terroristici.
La denominata coalizione anti Daesh, diretta dagli USA, ha realizzato il Giovedì 8 Giuugno una incursione aerea contro le forze armate siriane in una zona vicina al passo di frontiera di Al-Tanf, ubicato nel sud est della provincia di Homs, tra il territorio siriano e quello iracheno. Si tratta del terzo attacco della coalizione nelle ultime settimane contro le forze siriane e i loro alleati nella stessa area.
Secondo tutte le informazioni locali, esiste il pericolo che si arrivi ad una confrontazione diretta tra gli USA e l’Esercito siriano ed il suo alleato, la Russia, come conseguenza dei recenti attacchi della coalizione USA contro le truppe siriane.

domenica 11 giugno 2017

DIEGO FUSARO:"Mai il mondo riuscirà a cambiare i veri ribelli"




CHI E' OGGI IL VERO INTELLETTUALE?

"Colui che reagisce e si oppone agli intellettuali decostruendo il pensiero unico.E con intellettuali intendo il clero accademico giornalistico,il ceto che con le sue funzioni simboliche e culturali fornisce quadri ideologici a sostegno dei dominanti".

ESSERE RIBELLI,OGGI, E' UNA COSA CHE SPAVENTA?

"Si,certo.Oggi non si finisce forse al rogo e non si è portati a dover bere la cicuta,ma chi eterna pensieri ribelli,cioè propri e differenti, viene in un  certo modo ancora ostracizzato,allontanato,diffamato".

LEI CREDE CHE LA MENTE POSSA AVERE UN RUOLO NELLA LOTTA AL TERRORISMO?

"Assolutamente si, anche perchè essa soltanto può aiutarci a capire che cosa sia veramente oggi il terrorismo,esso non corrisponde sicuramente a ciò che il circo mediatico e il clero giornalistico vorrebbero farci credere,ecco perchè è necessario costruire un'altra narrazione rispetto a quella dominante sul terrorismo".

CONCLUDIAMO QUESTA INTERVISTA CON UN PENSIERO RIBELLE?

"Direi molto semplicemente che non sempre i ribelli riusciranno a cambiare il mondo,ma mai il mondo riuscirà a cambiare i veri ribelli.E' un invito a restare fedeli alla propria natura,nonostante il mondo talvolta cerchi di uniformarci".

da LA GAZZETTA DI PARMA dell'8 giugno 2017 -Margherita Portelli


venerdì 9 giugno 2017

Per Tito Boeri il pericolo non è la dittatura neoliberista ma il populismo...



Il pericolo ha un nome ben preciso.Si chiama populismo,la possibile  affermazione di partiti che offrono un messaggio semplice quanto pericoloso:interrompere il processo di integrazione europea e chiudere le frontiere agli immigrati,per meglio proteggere le persone piu vulnerabili dalle sfide della globalizzazione.È un messaggio che mina alle basi il principio della libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione Europea su cui si fonda, a partire dal Trattato di Roma,il processo di integrazione politica ed economica europea.
È un messaggio che toglie soprattutto ai giovani la migliore assicurazione sociale contro la disoccupazione di cui oggi possano disporre.Trovare lavoro in un altro paese dell'Unione è un'opzione per molti quando le cose vanno male dove si è vissuti sin li.Lo testimonia il vero e proprio esodo di giovani italiani verificatosi negli ultimi sei anni,contestuale  alla forte crescita della disoccupazione giovanile nel nostro paese.Un esodo esploso soprattutto negli ultimissimi anni di questa interminabile crisi,quando sono emigrati piu di 100.000 italiani all'anno.
La mobilità del lavoro è tanto piu necessaria nell'ambito dell'unione monetaria.Le differenze nei livelli della disoccupazione tra paesi dell'euro non sono mai state così grandi come dopo la Grande Recessione e la crisi dell'area euro.Mentre Austria e Germania hanno p tassi di disoccupazione relativamente stabili e inferiori alle due cifre anche per i giovani,la Francia ha conosciuto un aumento della disoccupazione soprattutto tra i lavoratori poco qualificati di tutte le età,mentre nei paesi del  Sud Europa si è verificata un'impennata nei livelli di disoccupazione,con punte del 40-60% fra i piu giovani.
La mobilità territoriale nell'ambito dell'Unione Europea è anche un potente fattore di integrazione culturale.Non è un caso che i giovani ,la componente piu mobile della popolazione,si riconoscano molto di piu dei loro genitori dell'identità europea.Un'Europa che ripristina rigidi confini nazionali,che erige muri al suo interno,diventa una mera entità geografica ,anziché un progetto di integrazione.

TITO BOERI nel libro POPULISMO E STATO SOCIALE (Editori Laterza).



La società capitalista ci vuole tutti precari e migranti,ha ragione Diego Fusaro.Chi si azzarda a mettere un freno alla dittatura neoliberista,è un pericoloso populista.
Tito Boeri ,presidente dell'Inps è stato consulente del Fondo Monetario internazionale.Nessuno ne parla mai in tv ma il FMI ha concesso prestiti ai paesi del Sudamerica,Africa,Asia Meridionale (vi consiglio di guardare  il documentario di Report "Un debito senza fine" che trovate su Youtube)  che  per ripagare questo debito sono stati costretti a privatizzare,tagliare e affamare le persone provocando milioni di rifugiati "economici" che bisogna accogliere.In poche parole:"i danni che ho fatto io le paghi tu".E il problema è il populismo e non il Fmi o la Banca Mondiale responsabili della povertà.
Questi sono i  comunisti di oggi.