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domenica 4 giugno 2017

Oggi uno come Einstein non sarebbe preso sul serio.Meglio Briatore o Vacchi




Be oggi uno come Einsten sarebbe considerato dal 95% di pecoroni ignoranti senza dignità, una persona malata, noiosa,che vive in un mondo tutto suo.Uno da non prendere sul serio.
Meglio Flavio Briatore o Gianluca Vacchi perchè hanno i soldi...
Bene, a tutti colori che preferiscono elementi del genere ,ai grandi filosofi,pensatori,  auguro una bella guerra nucleare...

Albert Einsten nacque la mattina del 14 marzo marzo 1879 a Ulm, una cittadina della Svevia,regione della Germania Sudoccidentale abitata da una popolazione in prevalenza rurale,che parlava un curioso dialetto e si sentiva alquanto lontana, geograficamente e culturalmente ,dal mondo prussiano del Nord.Il padre,Hermann Einstein,era un piccolo uomo d'affari ,di indole mite e contemplativa, la madre,Pauline Koch, di 11 anni piu giovane del marito,era una donna arguta e dotata di senso pratico,figlia di un ricco commerciante di granaglie.
Nel 1880 gli Einstein si trasferirono a Monaco di Baviera,dove vissero per 14 anni, edove, alla fine del 1881,nacque la loro secondagenita,Maria, detta Maja,che rimase sempre molto legata al fratello.Alla notizia dell'imminente nascita della sorellina,Albert immaginò che si trattasse di un nuovo giocattolo,cosicchè quando la vide per la prima volta chiese alla mamma: "Dove sono le rotelline?".

Einstein cominciò a parlare abbastanza tardi,dopo i due anni,il che fece temere ai familiari che avesse un deficit mentale (timore rafforzato dal fatto che era nato con un cranio insolitamente grosso e un pò deforme).Aveva in effetti una certa difficoltà a esprimersi verbalmente ,e anche quando superò questo problema mantenne per alcuni anni l'abitudine di ripetere tra sè e sè le frasi piu volte.Sotto l'aspetto caratteriale, era piuttosto solitario e riflessivo:raramente partecipava ai giochi con altri bambini,preferndo star in disparte a fantasticare o a costruire castelli di carte,uno dei suoi passatempi preferiti.Solitamente tranquillo,era di tanto in tanto soggetto a esplosioni di collera.A pagarne le conseguenze era la sorellina che in un'occasione rimase ferita alla testa (rievocando l'episodio molti anni dopo,Maja dirà che ci vuole un cranio solido per essere la sorella di un pensatore).

A 5 anni,Albert ricevette in regalo dal padre una bussola.questo strano oggetto, con il suo ago magnetico che si muoveva  sotto l'azione di una forza misteriosa,lo impressionò profondamente e gli fece capire,parole sue, che "dietro alle cose doveva esserci un che profondamente nascosto".Da grande avrebbe ricordato spesso quell'evento,considerandolo  emblematico della "meraviglia" da cui nasce la scienza e che si manifesta "quando un'esperienza entra in conflitto con un mondo di concetti già sufficientemente stabile in noi".Forse non è un caso che il suo famoso lavoro sulla teoria della relatività del 1905 si apra proprio con l'esempio di un magnete in movimento.

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